We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile.

domenica 15 marzo 2009

Sicilia

La Sicilia è la regione italiana più povera. Ha la disoccupazione più alta. La Sicilia è il nostro Far West Oscuro. In Sicilia ci sono i fichi d'india, i cannoli e i morti ammazzati. Gli eroi italiani sono spesso siciliani. I mafiosi non sempre sono siciliani. L'elenco degli eroi siciliani del dopoguerra è sterminato. Una mattanza. Mi domando talvolta se Borsellino (siciliano) e Falcone (sicilano) sarebbero ancora vivi se la Sicilia fosse una nazione indipendente. Il tritolo per Borsellino arrivò dal continente. Gli spostamenti di Falcone furono tracciati da Roma. La Sicilia in povertà, soggetta alla criminalità, è un serbatoio di elettori. Chi controlla il pacchetto di voti controlla la politica nazionale. E' successo con Andreotti e il suo referente Lima. Più tardi vi furono 61 seggi su 61 assegnati a Forza Italia. Una percentuale imbarazzante persino per Ceaucescu. La Sicilia è il banco del Parlamento italiano. Una strana condizione. Gli equilibri della politica nazionale sono influenzati dalla regione ultima per reddito pro capite. Il valore del siciliano è nell'urna. La Sicilia ha più abitanti di Irlanda e Norvegia. Mussolini inviò il prefetto Mori in Sicilia. La trattò come una colonia. Qualche risultato lo ottenne, ma si fermò di fronte ai notabili. Stabilì con loro un patto di non belligeranza. La seconda guerra mondiale in Sicilia la vinsero in due: gli Stati Uniti e la mafia americana. L'esercito alleato fece una passeggiata in Sicilia. Una gita in confronto alla resistenza che incontrò dopo. Qualcuno gli consegno le chiavi dell'isola ed ebbe molto in cambio. Ammistrazioni locali, posti in Parlamento. La Sicilia ha avuto l'intelligenza di Majorana e la profondità di Pirandello, la ferocia di Riina e la gestione del potere di Provenzano. La Sicilia è eterna. E' crudele. E' indefinibile. E' ovunque ci sia un siciliano. Per chi vi è nato Palermo è il centro del mondo. La Sicilia ha tutto. Sole, mare, paesaggi, arte, storia, agricoltura. La Sicilia non ha niente. Inceneritori, emigrazione, criminalità. E' una chimera nata con l'Unità d'Italia. Una Nazione? Stato? Regione? in crisi di identità o, forse, con identità multiple. In Sicilia si dice ancora cattivo come un piemontese. I libri di Storia raccontano la favola di mille camicie rosse che liberano un'isola di milioni di persone. Quell'isola è in catene. E' autonoma, ma senza autonomia. Ricca, ma povera. Ha il maggior numero di patrimoni dell'umanità dell'UNESCO in Italia. Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L'Italia non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l'Italia, questa Italia, può solo affondare. U pisci feti da testa. E la testa è a Roma.

Beppe Grillo

venerdì 6 marzo 2009

Marco Travaglio - Passaparola - Marzo

02/03/09



09/03/09



16/03/09



23/03/09



31/03/09

lunedì 2 marzo 2009

Licenziamenti e cassa integrazione.

da L'espresso del 25/02/09 :

Omnia aveva assunto grazie alle agevolazioni fiscali. Quando sono scadute ha mandato a casa un centinaio di dipendenti
Hanno ricevuto sostegni governativi, finanziamenti ad hoc, sgravi fiscali e incentivi per l´occupazione grazie a leggi regionali e nazionali. Ma finiti gli aiuti hanno chiuso i battenti o dirottato altrove gli investimenti annunciati. Dalla Ergom alla St Microelectronics, passando per Fiat, Italtel, Sac, Omnia, Lts, Stancampiano e Metalmeccanica meridionale, sono decine le storie di grandi illusioni svanite o di fughe dalla Sicilia dopo aver finito i soldi piovuti dalle istituzioni pubbliche. L´ultima in ordine di tempo riguarda l´Omnia service, un call center che nel 2005, grazie alla legge del �98 dell´allora ministro Salvatore Cardinale, ha assunto a tempo indeterminato 100 giovani, ricevendo per tre anni sgravi fiscali pari a circa 600 euro a lavoratore più un bonus di 1.200 euro per ogni assunzione. Passati i tre anni, e finiti gli aiuti, il call center ha inviato le lettere di licenziamento e la commessa che aveva dalla Wind è stata trasferita ad una società che ha sede nel Lazio.Quello del call center palermitano non è però l´unico caso di incentivi finiti con la chiusura dell´azienda. Ne sanno qualcosa gli ingegneri e gli operai dell´Etna Valley di Catania, dove una cordata d´imprenditori romani proprietaria della Sat, azienda metalmeccanica che realizza componenti per la St, nonostante avesse ricevuto un finanziamento con la 488 ha chiuso l´attività il mese scorso, mandando a casa i 160 dipendenti. Tra il 2002 e il 2006 sono piovuti in Sicilia 6 miliardi di euro attraverso i fondi della 488, soldi che alla fine non hanno creato occupazione, anzi. «Alla fine del 2008 l´azienda Stancampiano ha fermato l´attività mandando 30 lavoratori in mobilità, nonostante gli aiuti arrivati con la 488», dice Francesco Piastra, segretario della Fiom Cgil di Palermo. Rimanendo sempre sul fronte 488, anche a Piana degli Albanesi l´Azienda tessile dopo aver ricevuto un finanziamento di 520 mila euro e assunto 30 ragazze, le ha licenziate appena incassato il contributo. A beneficiare invece della legge regionale 30 del 2001, che prevedeva agevolazioni contributive per le nuove assunzioni, è stata anche la Lts, società di telecomunicazione con sede a Palermo che ha assunto 100 dipendenti salvo chiudere l´attività appena un anno dopo.«Il problema principale, però, riguarda i grandi gruppi in fuga dalla Sicilia, o che non intendono più investire nell´Isola nonostante gli aiuti ricevuti in passato», dice la segretaria regionale della Fiom, Giovanna Marano. Un esempio? «È il caso della St Microelectronics, azienda che ha ricevuto dal �97 al 2005 1,5 miliardi di euro di aiuti statali, in parte per realizzare il cosiddetto "Modulo 6", che avrebbe portato l´occupazione a 6 mila unità, rispetto alle 4.500 attuali - continua la Marano - Abbiamo firmato due contratti di programma, l´ultimo da 500 milioni di euro, ma l´azienda ha deciso di investire, prima delle crisi, sul Sud dell´Asia e ha abbandonato la realizzazione del secondo impianto a Catania. Una grande occasione perduta». Se St Microelectronics punta altrove, se la Wind dà una commessa a una società laziale perché quella siciliana chiude i battenti finiti gli sgravi, anche il colosso dell´auto, la Fiat, sembra orientata altrove, in Polonia e Serbia in particolare, piuttosto che a Termini Imerese. I manager del Lingotto, dopo aver chiesto a gran voce gli eco incentivi per la rottamazione perché a «rischio erano i siti produttivi più piccoli» a partire da Termini Imerese, una volta incassati gli aiuti hanno comunicato ai sindacati dello stabilimento siciliano altre tre settimane di cassa integrazione, fino ad aprile. «Gli incentivi evidentemente non bastano, a questo punto è meglio che il governo dia un sostegno al reddito degli operai, che da diversi mesi non ricevono uno stipendio normale», dice il sindacalista Roberto Mastrosimone. Nell´indotto Fiat però il lavoro lo hanno già perso le 20 operaie della Ergom, assunte dall´azienda con contratti d´inserimento a tempo determinato per due anni con sgravi fiscali superiori al 30 per cento dello stipendio. Finiti gli aiuti, però, la Ergom ha preferito mandarle a casa. Altra azienda che non ha intenzione più d´investire in Sicilia è la Italtel, che nonostante abbia avuto finanziamenti di Stato per mettere in piedi i capannoni della sede di Carini, ha dirottato tutte le attività nelle sedi di Milano e Roma, facendo scendere i dipendenti in Sicilia dai 2 mila di dieci anni fa agli appena 200 di oggi. E che dire della Keller, azienda rilevata da Piero Mancini a costo zero su intervento del ministero delle Attività produttive e comprata poi da una cordata d´imprenditori bresciani, che adesso sposta le attività in Sardegna: «Un´altra storia di azienda in fuga dopo che in passato hanno beneficiato di agevolazioni statali», dice il presidente dell´Asi di Palermo, Alessandro Albanese. Pino Apprendi, vice presidente della commissione Attività produttive dell´Ars, annuncia: «Convocheremo tutti i manager di aziende che hanno ricevuto aiuti attraverso leggi regionali e che adesso stanno abbandonando la Sicilia»

Dichiarazione del segretario UGL metalmeccanici (02/03/09) :

Il gruppo francese St Microelectronics ha annunicato questa mattina ai sindacati che manderà in cassa integrazione 4.100 dipendenti dei due insediamenti italiani.
Lo riferisce il segretario dell'Ugl metalmeccanici Luca Vecchio in una nota.
"La St Microelectronics ha comunicato ai sindacati nell'incontro odierno presso il ministero dello Sviluppo economico la cassa integrazione per 2.200 lavoratori del sito di Catania e 1.900 lavoratori per il sito di Agrate Brianza", si legge nella dichiarazione di Vecchio.

Step1 04/03/09
St Microelectronics ha dato l'annuncio nell'incontro di ieri presso il ministero dello Sviluppo economico: 2.200 lavoratori della sede di Catania andranno in cassa integrazione a zero ore dal 30 marzo fino al 28 giugno. La sospensione dal lavoro colpirà anche i tecnici della Numonyx, specialista delle memorie flash "Nor" e di una completa gamma di tecnologie "Nand" oltre che di prodotti "Dram", nata meno di un anno fa da una joint-venture tra StM e Intel. Dopo la bancarotta di Spansion e Qimonda, per non parlare delle difficoltà di Samsung, lo spin-off di Amd e il crollo degli utili di Intel, il mercato dei chip è in affanno: a misurare la febbre del mercato dei semiconduttori, arriva Gartner ("the world’s leading information technology research and advisory company") che vede nero: un crollo verticale del 24% nel 2009. Ben oltre il calo del 16% previsto lo scorso dicembre: la recessione è peggio di quanto si pensasse e il calo dei prezzi delle memorie è valutato attorno 40%. Vedi:http://quomedia.diesis.it/news/15783/gartner-2009-nero-per-i-semiconduttoriIl segretario siciliano dell'Ugl Metalmeccanici, Luca Vecchio non nasconde l'ansia che sta attraversando i lavoratori del più grande stabilimento industriale catanese: ''Siamo preoccupati per il futuro. E' passato ormai molto tempo senza comunicazioni o aggiornamenti da parte dell'azienda in merito ad un vero e definitivo piano industriale, che continueremo a chiedere proprio alla luce delle prospettive negative davanti alle quali siamo stati messi''.

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