We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile.
domenica 28 dicembre 2008
mercoledì 24 dicembre 2008
Lettera a Babbo Natale
"Caro Babbo Natale,
nel 2008 non sono stato buono, anche quest’anno ho mandato a fanculo tanta gente. Ho trattato male i giornalisti, gli editori, i politici, gli imprenditori con le pezze al culo. Portami lo stesso qualcosa. Te lo prometto, l’anno prossimo cambierò. E’ un fioretto che ti faccio. Sarò ancora più cattivo, più fetente, non perdonerò più niente a nessuno. Il 2009 sarà il mio Vaffanculo Year. Tu che porti regali a tutti. Tu che hai trasformato la nascita di Gesù in un supermercato. Tu che sei il nonno dello psiconano e che gli hai suggerito la social card. Tu, con le tue renne, che fai il testimonial del consumismo. A te chiedo in questa notte di portarmi alcuni doni per l’anno che verrà.
Non far morire più gli operai, 1.300 sono scomparsi nel 2008, hanno già dato. Cambia categoria, passa ai politici e ai direttori di giornali e delle televisioni. Un piccolissimo incidente sul lavoro a Riotta o a Vespa o a Giordano, una telecamera sul piede. Una disgrazia lieve a Cicchitto, a Gasparri o a D’Alema, una pensione minima e un monolocale in un ballatoio di periferia.
Porta una sveglia con una suoneria eccezionale a Morfeo Napolitano e, se serve, anche un apparecchio acustico e un paio di occhiali. Forse si sveglierà e vedrà nella giusta luce giudiziaria il suo ex compagno Bassolino e si vergognerà del Lodo Alfano.
Ai precari, ai disoccupati, ai padri di famiglia, alle madri single, agli extracomunitari finiti in questo delirio che è l’Italia regala la speranza di un Paese democratico e civile, nel 2009 oltre alla speranza non avranno altro.
Allo psiconano regala dieci giudici della scuola di Paolo Borsellino dalle Procure d’Italia. Nella slitta non caricare avvocati, ne ha già troppi in casa e in Parlamento. Con loro passa i sabati e le domeniche a giocare a guardie e prescritti. Lui fa la parte del prescritto, è quella che gli viene meglio. Portagli anche un elicottero della marca di quello di Ceaucescu, nel 2009 può tornargli utile.
A Tremonti non portare nulla. Lui gioca da sempre con i condoni e con le aste pubbliche dei titoli di Stato. Cerca di vendere i debiti della politica ai cittadini. Non dargli più i nostri soldi. Un’asta dei BOT deserta a primavera gli cambierà la vita. Potrà ritirarsi sotto falso nome nel Parco dello Stelvio insieme al figlio di Bossi.
Alla Lega dai questo federalismo, sono trent’anni che Umberto Garibaldi lo vuole. Porta la Mafia e la Camorra e la Ndrangheta anche nelle valli bergamasche e nell’edilizia lombarda. Ognuno deve avere la sua Mafia federale. Ma questo lo hai già fatto, mi dimenticavo.
A tutti gli italiani porta un muro. Alto come quello di Berlino. Lungo come la muraglia cinese. Più resistente delle mura di Gerico. E falli schiantare contro per risvegliarli prima che sia troppo tardi.
Buon Natale a tutti gli italiani onesti." Beppe Grillo
Tanti auguri Beppe.
nel 2008 non sono stato buono, anche quest’anno ho mandato a fanculo tanta gente. Ho trattato male i giornalisti, gli editori, i politici, gli imprenditori con le pezze al culo. Portami lo stesso qualcosa. Te lo prometto, l’anno prossimo cambierò. E’ un fioretto che ti faccio. Sarò ancora più cattivo, più fetente, non perdonerò più niente a nessuno. Il 2009 sarà il mio Vaffanculo Year. Tu che porti regali a tutti. Tu che hai trasformato la nascita di Gesù in un supermercato. Tu che sei il nonno dello psiconano e che gli hai suggerito la social card. Tu, con le tue renne, che fai il testimonial del consumismo. A te chiedo in questa notte di portarmi alcuni doni per l’anno che verrà.
Non far morire più gli operai, 1.300 sono scomparsi nel 2008, hanno già dato. Cambia categoria, passa ai politici e ai direttori di giornali e delle televisioni. Un piccolissimo incidente sul lavoro a Riotta o a Vespa o a Giordano, una telecamera sul piede. Una disgrazia lieve a Cicchitto, a Gasparri o a D’Alema, una pensione minima e un monolocale in un ballatoio di periferia.
Porta una sveglia con una suoneria eccezionale a Morfeo Napolitano e, se serve, anche un apparecchio acustico e un paio di occhiali. Forse si sveglierà e vedrà nella giusta luce giudiziaria il suo ex compagno Bassolino e si vergognerà del Lodo Alfano.
Ai precari, ai disoccupati, ai padri di famiglia, alle madri single, agli extracomunitari finiti in questo delirio che è l’Italia regala la speranza di un Paese democratico e civile, nel 2009 oltre alla speranza non avranno altro.
Allo psiconano regala dieci giudici della scuola di Paolo Borsellino dalle Procure d’Italia. Nella slitta non caricare avvocati, ne ha già troppi in casa e in Parlamento. Con loro passa i sabati e le domeniche a giocare a guardie e prescritti. Lui fa la parte del prescritto, è quella che gli viene meglio. Portagli anche un elicottero della marca di quello di Ceaucescu, nel 2009 può tornargli utile.
A Tremonti non portare nulla. Lui gioca da sempre con i condoni e con le aste pubbliche dei titoli di Stato. Cerca di vendere i debiti della politica ai cittadini. Non dargli più i nostri soldi. Un’asta dei BOT deserta a primavera gli cambierà la vita. Potrà ritirarsi sotto falso nome nel Parco dello Stelvio insieme al figlio di Bossi.
Alla Lega dai questo federalismo, sono trent’anni che Umberto Garibaldi lo vuole. Porta la Mafia e la Camorra e la Ndrangheta anche nelle valli bergamasche e nell’edilizia lombarda. Ognuno deve avere la sua Mafia federale. Ma questo lo hai già fatto, mi dimenticavo.
A tutti gli italiani porta un muro. Alto come quello di Berlino. Lungo come la muraglia cinese. Più resistente delle mura di Gerico. E falli schiantare contro per risvegliarli prima che sia troppo tardi.
Buon Natale a tutti gli italiani onesti." Beppe Grillo
Tanti auguri Beppe.
martedì 23 dicembre 2008
lunedì 22 dicembre 2008
Scandalosa intercettazione tra George W.Bush e suo padre.

George il rivoluzionario
George: pronto,casa Bush,Cheney,Hastert?
C.Rice: signorino finalmente
G: c'è mio papi?
R: si è qui vicino a me, signorino George, dov'è?
G: noooo, non voglio parlare con te,... tu sei ancora quella profuga indiana che sta a casa mia, io la odio a morte
R: ma non sono indiana..
G: ma quanti hanni hai,.. so 5 anni che mi rispondi al telefono , ti venisse mai una qualcosa, muore tanta gente,.. tu stai sempre bene!.. vafanculo a nonneta!
R: grazie per la nonna ma ho 23 anni io, signorino,.. non si ricorda
G: ciao papà!
Papi: pronto George Jr.
G: ti volevo dire che questa volta mi sono arruolato...
Pa: dove?
G: in una frangia....
Pa: dove?
G: Gli Esquarimados....
Pa: ma che banda hai preso?
G: eehhhh, tu non li conosci!,.. tu vivi nel benessere della società occidentale! però io, sono diventato finalmente,. ho preso la mia grande aspirazione......
Pa: che cosa fai?...
G: sono diventato un rivoluzionario...
Pa: ahia! ......e che, come te la ribatti?
G: dopo Che Guevara, dopo Anduros, e dopo Andros,....
Pa: e chi sono questi?..
G: il nome di George W. sarà ricordato negli anni, nel millenni, nei trentenni, nei quarantenni...
Pa: chi so' una squadra di calcio,.. un club?
G: dunque ti volevo dire che mi serve un sommergibile nucleare atomico
Pa: ah,.. na piccola cosa...
G: che devo fare a capate con Merdez
Pa: chi è questo buon uomo?
G: il generale Antonio Merdez....
Pa: ahhhh,.. mio amico intimo...
G: un grande merdaiuolo, che stamattina nella jungla..
Pa: l'hai conosciuto?....
G: e che non riesco a stanarlo!
Pa:...l'hai conosciuto.....
G: senti ma quei fondi neri che hai avuto......
Pa: ma io ti volevo dire,.. George
G: mi potresti daaaare.....
Pa: ...di essere cauto
G: oppureee....forse mi sono sbagliato sul nome della ditta...
Pa: va bene questi sono intrallazzi nostri...
G: dovresti mandare,... dai settanta,... ai quaranta...
Pa: ehhhhh trecento...
G: ...ai trenta
Pa: ehhhhh la tombola
G: milioni di dollari,.. perchè devo fare da guerrafondaio,.. IO, devo essere ricordato come o' cchiù grande bucchinaro dei guerrafondai mondiali
Pa: vabbè,..per quel primo già eri ricordato nella storia
G: ti dico subito quello che mi serve.
Pa: dimmi tutto, io segno...
G: seimila cannoni...
Pa: ho segnato...
G: cinquemila e cinquecentocinquantatré mitragliatrici a scoppio.... e uno diesel
Pa: ah... eh
G: e qui è una guerra è merd'!,.. non ti credere che sia una guerra ad alto livello!!, qua facciamo la guerra pure coi sassi...
Pa: ma è strano!....
G: qua ci pigliamo a schiaffi, a capate e a mazzate,...qualche cazzotto e poi ci dividono..
Pa: e nun ve' sputate mai in faccia?...
G: ma il nostro grandisssiiimo affetto per la patria, ci tiene tutti uniti!
Pa: come tuo padre sei...
G: tranne quel pecorone del mio vice che mi vuole fare le scarpe,.. e vuole diventare lui il capo!
Pa: mai senz...
G: ma io c'è l'aggia mettere in cul coi soldi tuoi!...
Pa: bravo George,...
G: si coi soldi tuoi!... .hai capito bene...
Pa: mente non sangue,.. sangue non mente...
G: non fare il tonto....
Pa: tu comunque devi essere cauto
G: tu devi capire che io mi sono innammorato di Sarah...
Pa: com'è?... com'è
G: una ragazza che è una fica di una bellezza che se tu la vedi... altro che mammà,.. quella era uno scorfano...
Pa: mammà è bell'..
G: tu te la sei sposata perchè quella era la figlia di Petilli...
Pa: ma non dire nomi,!.. Piersilvio...
G: così ci pigliamo un'altra causa!..
Pa: e non c'è la pigliamo se non dici nomi!...
G: avanti...
Pa: e indietro...
G: mammà è una grande, santa donna... e abbiamo rimediato la causa!...
Pa: ebbè non so,... decide il missaggio... comunque...
G: ...soffre di acidità di stomaco...
Pa: e lo so...
G: e so quattro LP che me lo dici...
Pa: e lo so ma tu sai di lavoro...
G: appropò,..... ma quella tata che risponde al telefono ma non s'è invecchiata troppo?...
Pa: quella è la mia amante... sssshhhhh
G: e cacciatela via... pigliate Andalù...
Pa: e ma è un pò pe mo metter' n'culo!...
G: io aspetto con deferenza.... il tuo grande assegnone...
Pa: te lo mando...
G: ciao papi...
Pa: te lo mando...
G: si ma m'è sputato dint 'a recchia...
Pa: te lo mando,.. però promettimi una cosa...
G: cosa?..
Pa: spara con cautela..
G: e adesso piglio la mira...
Pa: non essere come nel tuo carattere... violento...
G: papi,.. devi capire che io....
Pa: sii,.. non ti preoccupare....
G: ho capito,... io mi preoccupo,..
Pa: addirittura eccellenza ti devo chiamare.. mi sembra un pò esagerato...
G: io,.. io diventerò,... diventerò presidente.....
Pa: e mò ti chiamo anche Felipe...
G: Felipe Gonzales George Walker
Pa: è strano...
G: è strano...ma.....
Pa: cià..
G: tanti saluti....
la linea non cade
Pa: nè Barbara,. .Barbara,.. Barbara....ma cosa mi hai combinato tu nella vita...mi hai dato un figlio che è una specie,.. una specie di promontorio
G: guarda che io ti sento...
Pa: cos'è un mercenario...adesso è diventato anche di sinistra
G: guarda che i' ti......
Pa: l'altra volta stava in Iraq,.. qua non si capisce,.. ha una confusione ideologica
G: ti sei rincoglionito... i' te sent'ancora,.. non è abbassato la cornetta.. pronto... ti parlo io perchè ho sentito che tu dicevi con mammà... passami la mamma che gli devo parlare un pò di.... ma statt' zitt' che... devo parlare io..... ti sentivo,... adesso non ti sento più... .è cadut... è caduta Sarah... alzati ,.. vieni con me che t' porto all'ospedale.
sabato 20 dicembre 2008
Home of the brave

Titolo originale: Home of the brave
Nazione: U.S.A., Marocco
Anno: 2006
Genere: Azione, Drammatico, Guerra
Durata: 105'
Regia: Irwin Winkler
Cast: Samuel L. Jackson, Jessica Biel, Brian Presley, Christina Ricci, 50 Cent, Chad Michael Murray, Joyce M. Cameron, Victoria Rowell
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer
Macchiavelli: Le guerre cominciano dove si decide ma non finiscono dove si vorrebbe...
Ci sono guerre diversamente percepite dall’immaginario collettivo, alcune vissute come giuste, altre diversamente. Ma in entrambi i casi il destino dei reduci sarà sempre durissimo, come molti film ci hanno mostrato (per la Seconda Guerra I migliori anni della nostra vita, ancora oggi di grande attualità ed efficacia, Uomini-Il mio corpo ti appartiene con l’esordiente Marlon Brando, per arrivare fino a Flags of Our Fathers), e a seguire le mille storie dei reduci del Vietnam, finora i più disadattati, con Il cacciatore, Tornando a casa, culminate con Nato il 4 luglio, di Oliver Stone. Poi inevitabilmente si è aperto il filone dei reduci dalla prima guerra in Iraq nel 1990 per arrivare ai giorni nostri, con l’Afghanistan e di nuovo l’Iraq. Dopo aver visto, subito, inflitto atrocità di ogni genere, molti militari sono tornati alla banale vita di tutti i giorni mutilati nel corpo o nello spirito, ignorati o incompresi se non respinti dall’opinione pubblica. Sviliti in lavoretti concessi come carità dopo essere stati addestratissime armi da guerra per il proprio paese, male hanno accettato una way of life ormai sentita estranea, diventando spesso protagonisti di fatti di violenza e di suicidi.
I protagonisti della storia di Home of the Brave, pochi giorni prima di essere congedati restano coinvolti in un’imboscata, nella quale alcuni trovano la morte, altri rimangono gravemente feriti.
Rimpatriati d’urgenza, dopo adeguate cure fanno ritorno al paesello. Ma niente è più come prima e il loro destino in questo film seguirà strade canoniche Il medico (Samuel Jackson) dopo essere sprofondato nell’alcool accetterà di sottoporsi ad una terapia per cercare di recuperare la propria famiglia, che lo attende anche se messa a dura prova. La soldatessa (Jessica Biel) che ha perduto la mano e si trova con un arto artificiale, subirà con sofferenza la sua nuova condizione di disabile e troverà per sua fortuna un uomo comprensivo e innamorato con il quale ricostruire una vita per se e per il figlioletto. Il giovane militare (Brian Presley) dopo mesi di sbandamento e alienazione tornerà nell’esercito per un lecito anche se discutibile senso di solidarietà con i tanti che sono rimasti.
Il soldato di colore (Curtis-50 Cent-Jackson) finirà in modo violento, incapace di gestire i suoi traumi. Tutto già molto visto dunque. Senza contare le ferite intanto subite dalla popolazione civile nel paese occupato, su cui il film non si interroga, è come se sullo schermo lampeggiasse un gigantesco “perché”. Il noto regista Irwin Winkler classe 1931, regista e/o produttore di Non si uccidono così anche i cavalli, la serie di Rocky, New York New York, Toro scatenato, Music Box, Indiziato di reato e molti altri ancora, notoriamente un liberal, confeziona un piccolo film semplice su una storia come tante, spinto evidentemente dalla necessità di dire la sua con civiltà e pacatezza, senza scavare nelle cause della guerra o nei moventi dell’arruolamento, senza esprimere certezze o tranciare giudizi ma prendendosi a cuore le sorti di chi, conscio o meno, convinto o meno, è partito per “fare il suo dovere”, come il Ron Kovic di Nato il 4 luglio, per ritrovarsi poi messo in discussione non solo dal prossimo ma anche di fronte a se stesso ed ai suoi doveri famigliari. In Home of the Brave non si discute su quanto l’attuale conflitto sia giusto, quanto sia contestato o apprezzato: fra quelli che vi hanno partecipato, alcuni lo hanno fatto per un personale, forse deviato senso del dovere, come il protagonista del film di Stone. Come tali, anche pensandola diversamente, meritano rispetto da parte dei civili e adeguato supporto dal governo che hanno servito.
Old Man River
Queste due versioni di Old Man River,presi da due musical intitolati Showboat (1931-1956),nella prima versione la canzone è interpretata da Paul Robeson e nella seconda da William Warfield,entrambi eccezionali interpreti dello spiritual e del gospel.
mercoledì 10 dicembre 2008
Calò: Vedete, io sono venuto qui per dirvi che la gente non ha più fiducia di voi.
Lucchesi: Chi costruisce sulla gente costruisce sul fango. Allora, il messaggio di Michele Corleone?
Calò: Eccolo. È una cosa molto importante, perciò ve la debbo dire all'orecchio. [...] Il potere logora chi non ce l'ha.
Lucchesi: Chi costruisce sulla gente costruisce sul fango. Allora, il messaggio di Michele Corleone?
Calò: Eccolo. È una cosa molto importante, perciò ve la debbo dire all'orecchio. [...] Il potere logora chi non ce l'ha.
martedì 9 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
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